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Affitto a Canone Concordato

Dal 1° gennaio 2020, l’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato

è confermata al 10% e perde il carattere della transitorietà, divenendo strutturale.

Questa tipologia di contratti (contrariamente a quelli ordinari che dall’introduzione della cedolare secca – avvenuta nell’ormai lontano 2011 – non hanno mai subìto alcuna modifica, conservando invariata l’originaria aliquota del 21%) in più di una circostanza è stata oggetto di “cure” da parte del legislatore. All’epoca, infatti, si è partiti con l’aliquota del 19%, ben presto, già dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, ridotta al 15%. Poi, per il quadriennio 2014 – 2017, è stato scelto un ulteriore, seppur temporaneo, ridimensionamento al 10%, aliquota che è stata confermata per altri due anni (2018 e 2019) dalla legge di bilancio 2018.

Ricordiamo che l’aliquota agevolata si applica ai contratti stipulati “a canone concordato” sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini. Per poterla applicare, se sottoscritti senza l’assistenza di queste organizzazioni, le parti

devono procurarsi almeno una loro attestazione che confermi la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo territoriale. I contratti di locazione a canone concordato, per accedere alla cedolare secca con aliquota ridotta, devono

riguardare unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i comuni confinanti con gli stessi e gli altri comuni capoluogo di provincia) e negli

altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE.

L’aliquota agevolata è applicabile anche ai contratti a canone concordato di tipo transitorio (cioè, con durata da sei mesi a tre anni), stipulati per soddisfare le esigenze abitative degli studenti universitari e alle locazioni sottoscritte nei comuni per i quali, negli ultimi cinque anni precedenti il 28 maggio 2014, è stato deliberato lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi.

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